“La Cultura delle Donne contro le mafie”: a Palermo un convegno internazionale su legalità, cultura e impegno civile ideato ed organizzato dall’associazione Miss Chef in sinergia con l’Accademia Tiberina e l’associazione nazionale Fante.
Palermo, 14 marzo 2026
“La Cultura delle Donne contro le mafie” è il titolo del convegno internazionale a scopo sociale, che l’associazione Miss Chef ha ideato ed organizzato a Palermo, lo scorso 14 marzo, nel Circolo Ufficiali dell’Esercito. L’evento si realizza in sinergia con l’associazione nazionale Fante e con l’Accademia Tiberina ed ha avuto come autorevoli partner: l’APAMRI -Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana-Delegazione Sicilia e nazionale, la CIM-Confederazione Italiani nel Mondo, la Cattedra delle Donne, Federformazione, l’associazione Chaine Des Rotisseurs-Palermo, l’associazione Disciples d’Auguste Escoffier International Italia. Il tema cardine del convegno è stato raccontare, con testimonianze ed esperienze dirette, le azioni di donne principalmente, ma anche di uomini, siciliani e non, che operano a favore della cultura della legalità contro le mafie attraverso le proprie professioni ed i propri compiti nel campo dell’associazionismo, del volontariato, della cultura, dell’arte, dell’impresa, delle istituzioni civili, sociali, politiche, militari. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto sui temi della legalità, della cultura e della responsabilità civile, con particolare attenzione al ruolo delle donne nel contrasto alla criminalità organizzata. Il convegno tematico si è realizzato ad hoc, a Palermo, città simbolo della lotta alle mafie anche nella settimana di commemorazione del 117° anno dall’uccisione in Piazza Marina, nel capoluogo siciliano, del celebre poliziotto italo-americano Joe Petrosino, avvenuta il 12 marzo 1909. Al convegno del 14 marzo è intervenuto in veste di relatore Nino Melito Petrosino, pronipote di Joe e autorevole presidente onorario dell’associazione Joe Petrosino, con cui l’associazione Miss Chef, presieduta da Mariangela Petruzzelli, giornalista internazionale ed autrice tv per la Rai, collabora da anni soprattutto a New York -USA, organizzando conferenze contro la violenza sulle donne ed a favore della legalità grazie all’impresa etica ed alla formazione delle donne, anche vittime di mafia, in campo ristorativo ed agro-alimentare che Miss Chef svolge, sin dalla sua nascita nel 2012, tra Italia, USA, Centro-America ed Africa. Ricco e significativo il parterre dei relatori e dei contributi del convegno “La Cultura delle Donne contro le mafie”.
Ad aprire l’incontro con i saluti istituzionali: Vincenzo Nuccio-Presidente Assofante – Protezione Civile e Ambientale OdV Sicilia e socio APAMRI, Pietro Macaluso-Coordinatore Regionale Sicilia APAMRI, Pierluigi Matta-Università di Palermo e vice-presidente LUP-Libera Università della Politica, Wanda Fabbri Trapani-Presidente Istituto Superiore per la Difesa delle Tradizioni "Roberto G. Trapani" Palermo, Umberto Rocco-Presidente Sezione A.N.F.I.-Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia Palermo, Consigliere Nazionale A.N.F.I. Sicilia, Roberto Vivaldi-Presidente Associazione Chaine Des Rotisseurs Palermo e socio APAMRI. Il Coordinatore Regionale APAMRI, Pietro Macaluso, ha portato i saluti ufficiali del Presidente APAMRI Riccardo Di Matteo e del Segretario Generale Michele Grillo, sottolineando l’impegno dell’associazione nel promuovere i valori del merito, dell’etica del lavoro e della responsabilità civica. Autorevoli relatori del convegno sono stati: Mariangela Petruzzelli-Giornalista internazionale impegnata contro le mafie, presidente associazione Miss Chef e responsabile del Dipartimento Pari Opportunità CIM-Confederazione Italiani nel Mondo, Antonietta Micali- Insegnante, direttrice Cattedra delle Donne, delegata APAMRI Provincia di Messina e direttrice Dipartimento Letteratura Accademia Tiberina, Nino Melito Petrosino- pronipote del poliziotto Joe Petrosino, Laura Mazza-Presidente Federformazione, Matilde Scandurra-Referente Associazione Miss Chef Regione Sicilia, designer di gioielli ed editore, Mariolina Frisella-Accademica tiberina, consulente Cattedra delle Donne e socia APAMRI, Rosa Maria Sciortino -Consulente Cattedra delle Donne e socia APAMRI, Salvatore Taverna-Esperto in crisi da sovraindebitamento e presidente Dipartimento europeo Business Crisis Recovery and Development di Bruxelles (da remoto), Ruben Guglietta-imprenditore (da remoto). Hanno esposto le proprie testimonianze: Giovanni Tutone-imprenditore e artista, Gisa Messina-docente e musicista, Tina Berenato-esperta in comunicazione, design e digital, Rosaria Di Maggio-chef e fiduciaria Associazione Disciples d’Auguste Escoffier International Lampedusa, Giovanni Montemaggiore-chef, vice-presidente Associazione Disciples d’Auguste Escoffier International Italia e presidente Regione Sicilia, Piera Aiello-testimone di giustizia ed ex-deputata parlamentare Repubblica Italiana, Carmine Mancuso- poliziotto ed ex-senatore Repubblica Italiana, Domenico Zacchia e Giuseppe Nisi, referenti della neonata sede dell’Associazione Joe Petrosino a Palermo, Rossella Accardo, architetto e madre delle vittime di mafia Stefano e Marco Maiorana. Durante il convegno è anche stata presentata ed esposta l’opera pittorica, dal titolo “Donna di mare e di sabbia” realizzata da Elisabetta Marinello, poliedrica e sensibile artista di Sciacca.
Antonietta Micali, Direttrice del Dipartimento Letteratura dell’Accademia Tiberina, che ha portato i saluti del Presidente dell’Accademia Tiberina Franco Antonio Pinardi- ricordando il prestigio di questa storica istituzione culturale italiana fondata a Roma nel 1813 con l’obiettivo di promuovere arte, letteratura, scienza e cultura e di riunire studiosi, artisti e intellettuali impegnati nella diffusione del sapere e nella valorizzazione della tradizione culturale italiana-. ha sottolineato come la mafia non sia soltanto un fenomeno criminale, ma una mentalità che si alimenta di silenzio, indifferenza e rassegnazione. Per questo motivo la lotta alle mafie non può essere affidata esclusivamente alle forze dell’ordine e alla magistratura, pur fondamentali, ma richiede un forte impegno culturale ed educativo, soprattutto nelle scuole, dove si formano i cittadini del futuro. Particolare attenzione è stata dedicata al lavoro educativo svolto con gli studenti della scuola primaria attraverso percorsi di scrittura creativa e letture dedicate a figure simbolo della lotta alla mafia come Padre Pino Puglisi, sacerdote che, a Brancaccio, ha cercato di sottrarre i giovani alla criminalità organizzata attraverso la cultura, l’educazione e lo sport, diventando per questo una figura scomoda per la mafia. Il convegno ha inoltre posto al centro il ruolo delle donne nella promozione della legalità. Madri, insegnanti, magistrate, giornaliste, professioniste, imprenditrici, cittadine hanno rappresentato nel tempo un presidio fondamentale nella difesa della dignità e della giustizia. Sono state ricordate figure emblematiche come la vittima di un eclatante femmicidio di ‘ndrangheta Lea Garofalo, madre di Denise, testimone di giustizia, Rita Atria, giovane testimone di giustizia che scelse la strada della verità opponendosi alla cultura mafiosa, Francesca Morvillo, magistrata vittima della strage di Capaci, e Graziella Campagna, uccisa a soli diciassette anni nella provincia di Messina. Mariangela Petruzzelli, presidente dell’ associazione Miss Chef, ha evidenziato: “Sono onorata di organizzare questo evento a scopo sociale che nasce perchè frutto del sagace ed appassionato lavoro delle donne e per le donne che da anni svolge l’associazione Miss Chef e che si realizza grazie all’unione ed all’operato di numerose virtuose associazioni ed organizzazioni nazionali ed internazionali e non solo femminili. Ringrazio vivamente tutti i partner del convegno, in particolare la dott.ssa Antonietta Micali, convegno che si svolge non a caso, in marzo, mese di celebrazione della Festa Internazionale della Donna ed a Palermo, città simbolo di lotta alle mafie a favore della legalità e soprattutto nella settimana di ricorrenza dell’anniversario della morte del compianto poliziotto Joe Petrosino, ucciso dalla mafia il 12 marzo di 117 anni fa. Collaboro autorevolmente da più di 15 anni, con Nino Melito Petrosisno, pronipote di Joe che ringrazio di cuore, ed è stata scelta Palermo perchè per 11 anni sono anche stata assistente del grande Maestro Giuseppe Ferrara, regista del film “Cento giorni a Palermo” e “Donne di mafia”. Raccontare e riflettere sul coraggio e l’ardore delle donne, che operano contro le mafie, è un dovere etico e responsabile di divulgazione e di azione. Sono una giornalista d’inchiesta che prova ogni giorno a combattere contro le mafie insieme a tanti colleghi e professionisti seri. Anche l’eliminazione della violenza contro le donne, diviene un tema cardine di lotta alle mafie ed è azione fondante sociale di Miss Chef che collabora, dal 2017, con Minou Mirabal, figlia di Minerva, che con le sorelle Las Mariposas, fu trucidata in Santo Domingo appunto il 25 novembre 1960. Da settembre 2024 Miss Chef è l'unica associazione europea che è diventata socia della RAAT -Rete Internazionale per Fermare il Contrabbando e la Tratta di Persone- (Rete Globale di ONG delle Americhe, Asia, Africa ed Europa), con sede principale a Buenos Aires in Argentina, per realizzare insieme progetti di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro agro-alimentare e turistico delle donne vittime di tratta e di prostituzione collaborando con ONU, FAO, la Corte di Strasburgo, il Parlamento del Centro-America e l'Unione Europea, in primis in Italia, in Repubblica Dominicana, Argentina e Africa. L’impegno di Miss Chef e della sua rete contro la violenza sulle donne, forma di mafia ben radicata, è stato sancito ancor più da Palermo raccontando le storie di rinascita delle donne italiane ed estere unite dal valore del lavoro, della solidarietà e della cucina a favore della legalità!”
Nino Melito Petrosino, pronipote del celebre poliziotto Joe Petrosino, simbolo storico della lotta alla criminalità organizzata, ha richiamato il valore della memoria e del sacrificio di quanti hanno servito lo Stato nella difesa della legalità. Il dibattito è stato animato da eccellenti altri relatori: Laura Mazza che ha sottolineato il valore della formazione come forma per uscire dall’ignoranza anche contro le mafie, Matilde Scandurra, referente dell’Associazione Miss Chef in Sicilia e designer di gioielli, ha messo in rilevo il valore del lavoro femminile nel campo delle arti e dell’artigianato come forma di lotta alle mafie divenendo emancipazione per le donne, Mariolina Frisella, ex-docente, ha raccontato come la cultura delle donne unite anche della scuola possano aiutare ragazzi e ragazze alla consapevolezza della libertà e della cultura contro le mafie, Rosa Maria Sciortino, avvocato ha messo in rilievo il ruolo serio ed operativo degli avvocati in sinergia con la sana magistratura nei casi di mafia per uscire dall’omertà, Salvatore Taverna, in collegamento da Torino in remoto, esperto commercialista e referente in Comunità Europea a Bruxelles contro il sovraindebitamento, ha esposto l’importanza del lavoro della finanza a favore della lotta all’usura come forma dilagante di azione mafiosa, soprattutto contro le imprese italiane, Carmine Mancuso, ex poliziotto ed ex senatore, figlio di un padre vittima di mafia, ha raccontato il suo impegno politico e civile a favore dell’esempio e della memoria delle vittime delle mafie dimenticate e da portare alla ribalta della stampa e dell’opinione pubblica, Rossella Accardo, madre coraggio che ha perso i figli uccisi dalla mafia, ha testimoniato la sua azione con fatti e parole raccontando la sua storia da anni senza tregua a scolaresche, a istituzioni, ai media, Ruben Guglietta, collegato da Roma, ha messo in evidenza, con molta concretezza e fiera emozione, il suo operato da imprenditore edile a livello internazionale a favore della lotta alla mafia soprattutto nel recupero di una villa sottratta come bene alla malavita organizzata romana, nel quartiere in rinascita di Torbellamonaca, in sinergia con l’Associazione Miss Chef, per dare vita all’Accademia di Cucina Sociale Miss Chef dove donne chef professioniste insegneranno cucina a donne immigrate ed italiane vittime di violenza domestica con conseguente immissione nel mondo del lavoro ristorativo, lavorando anche con altre associazioni sui temi della sana alimentazione, autostima e disabilità. Momenti di particolare intensità sono stati offerti anche dalle testimonianze di rappresentanti del mondo sociale, professionale ed artistico, tra cui: l’imprenditore e artista Giovanni Tutone, la docente e musicista Gisa Messina che hanno recitato in lingua siciliana lo straziante scritto di Felicia Impastato, davanti ai resti di suo figlio Peppino, dilaniato da una bomba, al quale fra l’altro è stato dedicato il film “ I Cento Passi” e la commuovente “Ave Maria Dei Siciliani” di cui è autore Giovanni Tutone; l’esperta di comunicazione Tina Berenato ha esposto il valore del linguaggio nel racconto contro le mafie, gli chef Rosaria Di Maggio e Giovanni Montemaggiore, partner di Miss Chef, hanno raccontato del loro lavoro da chef come volontari a favore della lotta alla mafia dei migranti operando a Lampedusa, da molti anni, sia realizzando pasti gratuiti che lezioni di cucina. Piera Aiello, testimone di giustizia ed ex deputata, cognata di Rita Atri, ha “urlato” con garbo l’importanza di narrarre ai giovani, in modo chiaro e senza omertà e paura, le storie sulle vittime di mafia, soprattutto quelle esemplari al femminile, anche con il lavoro serio delle istituzioni. Domenico Zacchia e Giuseppe Nisi responsabili dell’associazione Joe Petrosino a Palermo, hanno rilevato quanto il valore dell’associazionismo in rete sia fondante per la lotta alle mafie, Il poliziotto e sindacalista Giuseppe Puleo, dell’associazione Petrosino siciliana, ha raccontato delle azioni svolte con numerosi colleghi nelle scuole contro la violenza sulle donne e delle mafie. Al termine del convegno è stata proiettata un’esemplare intervista al compianto regista di “Cento giorni a Palermo” Giuseppe Ferrara, fatta dalla giornalista Mariangela Petruzzelli, sua assistente per undici anni fino alla dipartita del Maestro nel 2016. Il convegno ha ribadito come la cultura, l’educazione e la partecipazione civica rappresentino strumenti fondamentali per contrastare la mentalità mafiosa e promuovere una società fondata sulla legalità, sul merito e sul rispetto delle regole. Come emerso nel corso dei lavori, la mafia teme una sola cosa più della giustizia: la coscienza libera dei cittadini. Subito dopo l’evento i relatori hanno condivido un momento di convivialita’ all’interno del Circolo. L’evento ha riscosso un grande riscontro mediatico tanto da decidere che diverrà un festival itinerante in tutta la Sicilia ed in Italia.