Francesco Alfredo Maria Mariano - Il Premio internazionale “Cesare d’ Oro"

Francesco Alfredo Maria Mariano - Il Premio internazionale “Cesare d’ Oro"

Il Premio internazionale “Cesare d’ Oro"

Di  Francesco  Alfredo Maria  Mariano

 

Il Premio internazionale “Cesare d’Oro” è nato nel 1974 per volontà e iniziativa del Principe del Sacro Romano Impero On. Dott. Giovanni Alliata di Montereale, che con l’istituzione del Premio volle promuovere e stigmatizzare il doveroso riconoscimento a quanti, con il loro lavoro, la loro intelligenza e i loro sacrifici, avessero contribuito a rendere possibile l’evoluzione sociale del proprio Paese in una cornice di sempre maggiore vicinanza, comprensione e fratellanza fra i popoli, le razze, le etnie: significativa a tali fini fu l’attribuzione del Premio al merito sociale, nel 1979, a Madre Teresa di Calcutta, riconosciuta quale “Dama dell’Umanità” per il perseguimento, nel corso di tutta la Sua attività umanitaria, di alti valori morali, sociali e di carità cristiana, ed eletta altresì in ragione del Suo essere madrina dei poveri e degli ammalati, per la profusione dei Suoi sforzi e la costanza del Suo impegno verso i deboli e gli sventurati.

 

IL SIGNIFICATO DEL PREMIO

Il “Cesare d’Oro” - il significato pregnante della cui istituzione e attribuzione si coglie dalla considerazione che una società è giusta solamente se è capace di tutelare e valorizzare la personalità umana e di porre ogni persona, perciò, in condizione di emergere e crescere - è assegnato annualmente a Diplomatici, Professionisti, Imprenditori, Artisti, Uomini Politici e di Cultura, Sportivi, Operatori Industriali e Commerciali, che abbiano conseguito significativi successi nei diversi campi delle proprie attività.

Sin dall’origine il Premio si è pertanto qualificato come iniziativa prestigiosa che nel suo perpetuarsi e rinnovarsi ha inteso rendere merito e costituire riconoscimento e positiva sanzione a ogni nuovo Cesare, a quanti cioè, uomini e donne, famosi o poco noti, senza distinzione di nazionalità, operanti in ogni ambito di espressione dell’operato umano non importa se grande o piccolo, abbiano saputo imporsi con caparbietà e sacrificio nei loro specifici settori di azione dopo anni di lavoro tenace, appassionato e intenso, coniugando il senso del dovere a un obbligo morale di servizio volto al progresso della Nazione e, con essa, di tutti i popoli.

 LE FINALITÀ PERSEGUITE ATTRAVERSO L’ATTRIBUZIONE DEL “CESARE D’ORO”

Aver concorso a espandere lo spirito e il principio di rispetto e tutela dei diritti e dei doveri di ciascuno e aver saputo particolarmente distinguersi nel proprio settore di intrapresa suscitando attenzione a livello nazionale o internazionale, ha qualificato ulteriormente il Premio “Cesare d’Oro”, che è stato onorato dal conferimento a uomini di Chiesa, di pace, di spettacolo e di cultura, a manager, politici, imprenditori, sportivi e scienziati, i cui specifici riconoscimenti e successi avessero contribuito all’armoniosa crescita socio-economica e all’evoluzione del proprio Paese come protagonisti per la loro intelligenza e il loro sacrificio.

 A costoro, pur in uno sfondo di modestia, semplicità e umiltà, vale l’appellativo di Cesare in quanto, simbolicamente e metaforicamente, rappresentano figure sempre al vertice: tali personalità sintetizzano magistralmente, nel proprio lavoro come nella propria vita, i momenti spirituale e materiale, fornendo alto esempio di come sia possibile unificare, con l’azione incessante e quotidiana, la tensione e la tenacia verso gli ideali del bene e della giustizia sociale perché è soltanto attraverso le opere concrete che questi ideali possono tradursi e confluire in pratica meritoria.

 

IL CONFERIMENTO DEL PREMIO “CESARE D’ORO” A ENTI E COMUNITÀ

Con il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” perciò, oggi come allora, si vogliono onorare quanti, distintisi nel corso della loro vita spirituale o professionale per l’espressione di un alto senso di solidarietà caritatevole, ci insegnano quotidianamente a salvaguardare i valori del rispetto e della comprensione reciproca fra gli uomini come i beni supremi da cui discendono quelli della persona e della comunità in cui essa opera e vive, lottando ogni giorno con probità ma senza quel clamore che, pure, il loro temperamento e le loro conseguenti azioni meriterebbero.

L’ambito riconoscimento viene assegnato oltre che a personalità del mondo politico, culturale, sociale, scientifico, imprenditoriale, professionale, artistico e sportivo, anche a Enti, Istituzioni, Fondazioni, Aziende grandi o piccole, per Attività Culturali o Commerciali, attraverso una rigorosa selezione in ogni settore di intervento dell’operato umano che, espressione di cooperazione sinergica, persegua finalità analoghe a quelle dei singoli.

 

L’INTITOLAZIONE DEL “CESARE D’ORO” IN VIRTÙ DELLA SUA ESEMPLARE ASCESA A GAIO GIULIO CESARE

Il nome attribuito al Premio è stato scelto in considerazione della vita di Gaio Giulio Cesare (102-44 a.C.) - condottiero, politico, scrittore - che, pur discendendo dalla patrizia Gens Julia, ascese tutti i gradini del potere in nome dell’eredità volontaria della politica filo-popolare dello zio materno Gaio Mario, strenuo assertore dei diritti della Plebe. Dopo la messa al bando da parte del dittatore Silla che, dopo la morte di Mario, volle colpire in Cesare la figura del nipote del suo avversario privandolo della carica di flamen dialis e del patrimonio, egli seppe risalire la scala del comando fino a essere assassinato da una classe politica indegna che vedeva in Lui il maggior pericolo ai principî di casta. 

Questo eccezionale cursus honorum, perfettamente esemplificativo dello spirito di intraprendenza che caratterizza il Premio Internazionale “Cesare d’Oro”, si dipanò sin dal raggiungimento da parte di Cesare, in Asia per il servizio militare, della corona civica in virtù del suo valore a seguito della partecipazione all’assedio di Mitilene. Dopo la morte di Silla, Cesare tornò a Roma ove ferveva la lotta per la restaurazione del potere tribunizio e vi partecipò attivamente riuscendo a farsi investire della dignità di tribuno militare.

Questore in Spagna, fu eletto in Roma edile curule e, in seguito, pontefice massimo e pretore. Di nuovo in Spagna, fu ivi propretore e, di ritorno a Roma, triumviro e console. Comandante nella Gallia Cisalpina, nell’Illirico e nella Gallia Narbonese, con audaci e vittoriose campagne in virtù dell’imperio proconsolare per le Gallie, assicurò la pace al confine renano e il completo trionfo romano sull’indipendenza celtica. In conseguenza del dissidio con Pompeo, fu dichiarato dal Senato nemico pubblico: passato il Rubicone, si assicurò il possesso dell’Italia e stabilì il suo dominio sulla penisola iberica. 

Dittatore comitiorum habendorum causa, Cesare tenne questa carica soltanto per undici giorni per ridivenire successivamente console. Sconfitto Pompeo, il Senato gli conferì la dittatura militare rei gerundae causa, il consolato per cinque anni e il diritto tribunizio di veto (nell’insieme, l’imperium militiae, l’imperium domi e il veto). Dopo la campagna d’Africa, in cui sconfisse l’esercito dei pompeiani, Cesare ebbe dal Senato quattro trionfi (per la Gallia, per l’Egitto sui Tolomei, per il Ponto su Farnace e per l’Africa su Giuba), la dittatura decennale rei gerundae causae, la praefectura morum e una statua di bronzo sul Campidoglio che lo rappresentava come semidio. Indi, si riassicurò il possesso della Spagna, ove si erano riorganizzati i nemici pompeiani, ed ebbe dal Senato nuovi onori religiosi e civili nonché la salutatio a imperator, l’inviolabilità personale e il titolo di parens patriae: il complesso di tali elementi contribuì a fissare la posizione monarchica di Cesare e a far intravedere simbolicamente in tutta la sua ampiezza la nuova concezione dello Stato di Cesare rappresentata da una monarchia assoluta e teocratica. 

I suoi abiti possedevano già gli attributi della regalità, quali la toga purpurea e, all’uso dei Re albani, le scarpe rosse; al suo fianco vi era una regina ellenistica – la sovrana egizia Cleopatra, che viveva accanto a lui quasi a simboleggiare l’universalità dell’impero romano - e non diversamente si dovevano interpretare quelle ammissioni di Galli nel Senato di Roma che, nella mente di Cesare, dovevano significare l’avviamento dell’ordinamento statuale a una monarchia mondiale unitaria in cui non vi fosse differenza, nel nome di Roma, fra i diversi sudditi dell’impero. La soluzione di monarchia universale che egli voleva imporre sull’esempio ellenistico come sola degna di sé stesso e di Roma si scontrò con il pugnale di Bruto, ma la sua opera costituzionale precorse i tempi perché i futuri imperatori si appellarono Cesari e trassero da lui la giustificazione del loro potere, mentre l’impero territoriale e politico sarà destinato a essere quello che egli aveva previsto.

 

ALCUNE DELLE PRESTIGIOSE PERSONALITÀ INSIGNITE DEL PREMIO INTERNAZIONALE “CESARE D’ORO”

In breve arco di tempo, il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” ha saputo affermarsi come ambito e prestigioso riconoscimento

in campo nazionale e internazionale. Ne sono state insignite illustri personalità fra cui, solo per citarne alcune:

al merito politico e sociale, accanto alla già citata luminosa figura di Madre Teresa di Calcutta nel 1979, il Presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel “per la Sua illuminata azione di governo” (1991); S.E. Mons. Santo Bartolomeo Quadri, Vescovo di Modena e Nonantola (1992); S.E. Mons. Mario Rizzi, Nunzio Apostolico in Bulgaria (2001); S.E. Mons. Oscar Arios Sanchez, Premio Nobel per la Pace; S.E. Luis Chacon Jimenez, Ministro del Turismo della Costa Rica; l’On. Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia; l’On. Aniello di

Nardo, già Sottosegretario di Stato agli Interni; E.J. Kamara, Primo Ministro della Sierra Leone; al merito scientifico, per avere beneficiato il mondo con le proprie ricerche, i Premi Nobel Albert Bruce Sabin (1992), maestro dei vaccini antipolio; il virologo Prof. Giulio Tarro per la ricerca contro l’AIDS; il Prof. Leonardo Santi dell’Università di Genova; il Prof. Aldo Folicaldi del Centro Ricerche Eco biomediche dell’Università di Ferrara; al merito sportivo, Nino Benvenuti, Oreste Perri, Benito Penna, Stephan Johanson, Renato Molinari, Francesco Moser, Giacinto Facchetti, Bruno Canè, Bruno Pizzul; per meriti artistici e allo spettacolo, Walter Chiari, Pippo Baudo, Maria Teresa Ruta, Fabio Testi, Gina Lollobrigida, Nino Manfredi, Riccardo Recchia, Galina Pànova, Milva, Franca Valeri, Siegfried Koesler, Piero Cotto Morales, Ricky Tognazzi e, nella duplice veste di personalità dello spettacolo e della cultura, il regista e scrittore Luciano de Crescenzo; al merito imprenditoriale, l’Ing. Domenico Achilli, il Dott. Prof. Luigi Ragno, il Comm. Gerardo Sacco, il Dott. Alfonso Posenato; al merito professionale: il “Cesare d’Oro” ha allargato lo spettro delle sue assegnazioni ricomprendendo, accanto alle menzionate categorie professionali e dello spirito, anche tale significativo riconoscimento.

 

MOTIVAZIONI SIGNIFICATIVE DELL’ATTRIBUZIONE DEL “CESARE D’ORO”

Solo per citare alcune delle motivazioni dell’attribuzione del Premio, Madre Teresa di Calcutta fu insignita al merito sociale Dama dell’Umanità “per il perseguimento nel corso di tutta la Sua attività umanitaria di alti valori morali, sociali e di carità cristiana e, per la profusione dei Suoi sforzi e la costanza del Suo impegno verso i deboli e gli sventurati, in ragione del Suo essere madrina dei poveri e degli ammalati”; al Prof. Giulio Tarro il “Cesare d’Oro” è stato assegnato al merito scientifico e umanitario in quanto “scienziato, medico, ricercatore italiano che onora la propria Nazione attraverso la dedizione all’insegnamento e che solleva dal dolore l’umanità attraverso i progressi delle sue ricerche”; al Prof. Bruce Albert Sabin al merito scientifico “per il Suo contributo alla medicina e alla salute pubblica che ha toccato per la qualità dei suoi impegni ciascuna delle nostre vite e i cui rigori scientifici hanno salvato milioni di vite umane, come gratitudine per il Suo grande dono alla salute e all’umanità tant’è che nulla oggi sarebbe uguale se Egli non fosse esistito”.

Il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” consiste in un’opera scultorea raffigurante Giulio Cesare e in un Decreto calligrafato in pergamena vegetale riproducente l’effigie dello statista romano, riportante le parole poste sulla targa posta alla base della preziosa statuetta nonché la Motivazione del Premio.

 Sulla consolidata base della sua affermazione e tenendo presenti le finalità per le quali esso è stato istituito, il Premio Internazionale “Cesare d’Oro” ha inteso calarsi nel tessuto sociale e porsi come significativo segno di riconoscimento sia per quanti si siano particolarmente distinti in virtù del loro passato benefico che nei confronti delle persone che abbiano fatto del proprio lavoro un modello di professionalità,

caparbietà e impegno morale e sociale, cooperando con la propria intraprendenza al miglioramento degli aspetti qualitativi e spirituali delle realtà nelle quali operano: in un momento di crisi come quello attuale a tutti i livelli e in tutti i settori, il Premio si propone anche l’obiettivo di restituire a ciascuno fiducia ed entusiasmo nella speranza - fondata sul patrimonio culturale e spirituale della Nazione - di una comunione fraterna tra tutte le forze sane dell’Italia e del mondo intero, siano esse politiche, sociali, culturali o economiche.

 

Di  Francesco Alfredo Maria Mariano

 

Preparato per la pubblicazione da Angela Kosta