Robert Shkurti - Storia

Robert Shkurti - Storia
Robert Shkurti - Breve biografia
 
Robert Shkurti è nato a Durazzo, in Albania, nel 1962 e risiede a Reggio Emilia dal 1997, insieme alla sua famiglia. Il suo esordio letterario risale al 2010 con la pubblicazione del volume Sotto il cielo delle aquile (Albatros Il Filo), una raccolta di racconti ambientati nell’Albania pre- e post-comunista, successivamente ripubblicata dalla casa editrice Besa Muci (Lecce).
Ha pubblicato in lingua italiana tre romanzi, Tra due epoche, Suhareka, e anche il romanzo Vite non vissute , con il quale quest’anno si è presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino. Nel 2024 una raccolta di racconti intitolata Follia d’amore (Book Sprint Edizioni), che esplora passioni travolgenti e destini incrociati.
La sua più recente pubblicazione è una raccolta poetica bilingue, in italiano e inglese, dal titolo Longing for the Sea – Nostalgia del mare, tradotta a cura dell’Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo di Bologna e pubblicata nella collana "Altre Frontiere".
In Albania, Shkurti è autore affermato, con all’attivo sette libri in prosa (romanzi e racconti) e quattro raccolte poetiche, due delle quali composte da poesie Haiku. Due dei suoi volumi di poesia sono stati tradotti anche in lingua romena.
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Racconto
 
NELLA SILENZIOSA STANZA D’ALBERGO
 
   Erano le otto e dieci minuti quando Fabio Petini arrivò in macchina davanti all'hotel "Europa". Era partito verso le sei del mattino e dopo quasi duecento chilometri si trovava in una città del Nord d'Italia. Doveva incontrare una donna. Alle otto e mezza aveva fissato l'appuntamento con lei. Cominciò a gironzolare vicino all'hotel. Passarono i minuti. La donna stava faccendo tardi. Cominciò a dubitare. Tirò fuori il cellulare e fece squillare. Dopo qualche secondo lei ha risposto.
"Ciao Fabio! Sto arrivando. Sarò lì tra dieci minuti!"
"Va bene, ti sto aspettando. Sono davanti all'hotel, - disse sollevato.
Mise in tasca il cellulare e continuò a gironzolare. Dopo un pò sentì il bisogno di andare in bagno. La stava faccendo addosso. Sì guardò intorno e vide che c'era un bar di fronte all'hotel. Sì è diretto verso il locale, rapidamente. Sfortunatamente, il locale era chiuso. Continuò a camminare finchè davanti a lui apparve un altro bar. Entra dentro.
"Un caffè per favore!", - si rivolse alla donna che serve al bar.
"Sì, subito!" - ha risposto.
"Signora, posso usare il bagno?"
"Sì, certo. E' in fondo, alla destra",- disse educatamente la donna e fece un cenno in direzione del bagno.
"Grazie!- disse Fabio e se ne andò in fretta. 
Quando è uscito dal bagno, ha trovato il caffè sul bancone. Lo ha sorbito in fretta e dopo aver pagato se n'è andato. Ha preso la via del ritorno. Dopo pochi secondi era di nuovo davanti all'albergo. Si guardò intorno: nessun segno. Guardò l'orologio. Quasi le nove. L'ansia tornò su di lui. "Forse non verrà,"- disse tra se e se.
   Non si erano mai incontrati prima. Si conoscevano tramite Facebook e si erano parlati una volta su Skype. Si sono piaciuti e hanno continuato a scambiarsi messaggi sul messenger. Entrambi erano sposati. Quasi coetanei, sulla cinquantina. Lei aveva un figlio mentre lui aveva due figli; maschio e femmina.
Durante lo scambio di messaggi, lei aveva espresso apertamente la sua insoddisfazione nei confronti del marito. Si sentiva trascurata da lui. Erano sposati da quasi venticinque anni e lei non si era mai sentita una donna. La sua vita, invece di essere piena di divertimento, feste con gli amici, gite e visite nelle città d'Europa e del mondo, era passata attraverso un grande vuoto, che si approfondiva giorno dopo giorno. Anche quando la figlia era più piccola e andava a scuola, a Natale o alla fine dell'anno scolastico, non ne facevano mai parte. La ragazza si  sentiva male e tornava sconvolta e con le lacrime agli occhi. Inoltre, non ha mai saputo come fargli un regalo di compleanno. E lei non lo ha mai perdonato.
   Ma lui era diverso. Andava d'accordo con la moglie, ma ha definito temporanea la relazione che aveva accidentalmente creato su Facebook con Fiorela, così la chiamavano. Un giorno ha espresso il suo desiderio di incontrarsi. Lei ha accolto la sua proposta. E oggi lo dovevano trasformare in realtà.
       Dopo pochi minuti, Fiorela è apparsa sul marciapiede. La riconobbe subito. Indossava un vestito color latte. I sandali bianchi con i tacchi alti la rendevano elegante. I suoi capelli erano neri, tagliati corti. Sulle  labbra aveva messo un rossetto rosa. Era bellissima con un viso scuro.
Si sono abbracciati come due vecchi amici anche se non si erano mai visti prima.
"Scusami per il ritardo, mi è successo qualcosa, inaspettatamente", - ha cercato di giustificarsi.
Nessun problema, - disse lui.
"Prendiamo un caffè? - ha proposto lei.
"Sì, lo prendiamo! - rispose e la diresse verso il bar dove era stato poco fa.
Ordina un caffè per lei e un "San bitter" con ghiaccio per se.
C'erano diversi tavoli fuori dal bar. Si sedettero in uno di questi. Mentre lei cominciò a sorseggiare il caffè, lui la stava guardando fissamente. Il suo seno rimbalzava un po' sul vestito e il colore del cioccolato gli dava molto fascino. Era la fine di giugno. Lei era stata una settimana in vacanza al mare di Sarzana, in Liguria. Si sentiva eccitato. Non vedeva l'ora che andassero in albergo. Quando lei finì il caffè, lui bevve la bevanda in fretta, senza aspettare che i cubetti di ghiaccio si sciogliessero nel bicchiere. Si sono alzati.
   Alla reception dell'hotel c'era una ragazza, non più di venticinque anni.
"Buon giorno!" - salutò Fiorella.
"Buon giorno!" - ricambiò il saluto, la ragazza.
"Ho prenotato una stanza fino a mezzogiorno."
" Il suo nome per favore?"
"Fiorella!"
" Ho bisogno del suo documento!"
"Prego!" - le disse Fiorella e gli porse la sua carta d'identità.
    Fabio seguiva il loro dialogo con indifferenza, in silenzio. Era un uomo di corporatura media, con un po' di pancia. I suoi capelli erano folti, dove si vedeva qualche grigio. Portava occhiali dalla montatura sottile. Da poco tempo si era fatto crescere la barba, perché era di moda e gli dava l'aspetto di un filosofo. La sua faccia era pulita. Naso regolare e labbra sottili leggermente nascoste sotto i baffi. Sembrava un uomo attraente.
   Dopo aver fatto la registrazione, la ragazza del reception ha consegnato  la chiave della camera. La stanza era di fronte al bancone, al piano terra. La ragazza ha dato loro dei consigli su luci, doccia e aria condizionata. Poi li salutò con un sorriso leggermente invidioso.
La stanza era grande. C'era un letto matrimoniale. Il copriletto era di colore verde scuro con varie decorazioni. Accanto al letto c'era una cassettiera e uno specchio sopra. A capo del letto, di lato, c'erano due comodini con un piccolo paralume ciascuno.
   Fabio si avvicinò alla finestra e socchiuse la pesante tenda, lasciando entrare un raggio di luce. Nel semibuio lanciò un'occhiata a Fiorella. Sembrava preoccupata. Anche quando stava parlando con la ragazza ha notato che c'erano segni di insicurezza e nervosismo. Andò al comò e vi posò gli occhiali. Si tolse la maglietta e la lasciò su una sedia vicino al comò. Si avvicinò a Fiorella e la avvolse tra le braccia. Gli prese la testa tra i palmi delle mani e premette le labbra sulle sue. Cominciarono a baciarsi. Erano entrambi eccitati. Fabio la voltò e cominciò a sbottonarle il vestito. Lo lasciò cadere dalle sue spalle. Le sbottonò rapidamente il reggiseno e iniziò ad accarezzarle i seni. Fiorela aveva un seno regolare. Dopo pochi secondi erano nudi tutti e due. Lei cominciò a tremare. Era emozionata. Si vergognava.
    - Cosa hai? - chiese Fabio
Lei scosse la testa senza rispondergli. Lui, capì la sua timidezza, quindi per liberarla dalle emozioni, disse:
Non essere timida. Non pensare nemmeno al marito o altro, pensa che qui ci siamo entrambi e dobbiamo sfruttare al meglio il tempo che abbiamo!
Lei annuì in silenzio.
Ci sdraiamo a letto? - chiese.
Va bene, sdraiamoci, - rispose e lentamente si sdraiò.
   Cominciò a strofinarla e ad accarezzarla lentamente. Le sue mani le toccarono la pelle. Provò piacere mentre le sue dita scivolavano senza sforzo sulla morbida pelle di cioccolato. Lo ha girato verso di se. Fiorela non aveva affatto la pancia. La sua pancia potrebbe essere paragonata a quella di una giovane ragazza. Aveva un corpo regolare. Ne aveva avuto sentore non appena vista col vestito, ma ora che era spogliata, si era convinto completamente.  Lei aveva gambe dritte, piene eppure una vite sottile.
   Si alzò in ginocchio e dopo aver passato la gamba destra sul corpo di Fiorella, si sdraiò su di lei. Iniziò a baciarla lentamente e gli passò la mano destra sull'organo. L'aveva pulito, rasato. Cominciò a strofinarlo leggermente. A lei piaceva questo movimento (tocco) e si stava eccitando. Gli mise le mani sulle spalle e lo attirò a sé. Mentre lui, sentì il suo organo gonfiarsi. Cominciò a penetrarla lentamente. La guardò in faccia; non ha notato alcun rimorso. Teneva gli occhi chiusi, così come la bocca. Ogni tanto emetteva uno strillo di piacere, in armonia con il movimento dei muscoli facciali. Si muoveva ritmicamente sul suo corpo.
   Oh, ohhh! - udì un gemito prolungato, - Dai, dai! Più forte! Più veloce! - gli disse tra singhiozzi e gemiti.
  E lui ha iniziato a muoversi sempre più velocemente.
Ti piace? - le chiese e la baciò forte, succhiandole le labbra carnose.
Molto! - rispose lei e lo attirò più vicino a sé.
   Lui le sussurrò delle parole sporche all'orecchio. Lei si è accesa di più. Fabio sentiva che si stava divertendo. Appunto, questo voleva lui, che lei si contentasse, quindi, si è sentito bene e ha iniziato a spingere più forte.
Sentì che era sudato. Si è disconnesso per un momento. Fece un respiro profondo e subito sentì l'aria fresca del condizionatore che accarezzava il suo corpo. Dopo alcuni secondi, si avvicinarono di nuovo e continuarono per una decina di minuti, fino a raggiungere l'orgasmo. Allo stesso tempo. Si staccarono e rimasero sdraiati in silenzio sul letto soffice, gli occhi fissi sul soffitto alto della stanza d'albergo.
Ti sei divertita? - ha rotto il silenzio.
Molto!- rispose lei.
Davvero?
Sì, sì, molto! - ripeté a bassa voce e si voltò verso di lui. Cominciò ad accarezzarle leggermente il petto e di tanto in tanto allungava le labbra sulle sue.
   Poi si alzò. Andò in bagno a fare la doccia. Apri l'acqua e, dopo aver  messo un po' di shampo sulla testa e sul corpo, iniziò a lavarsi. L'acqua calda scorreva sul suo corpo. Rimasi per alcuni minuti sotto di essa. Si sentiva sollevato. Quando ebbe finito, prese il grande asciugamano che era su una gruccia e si asciugò rapidamente. Voleva ricominciare. È uscito dal bagno. Lei era sdraiata, le mani incrociate sul petto e le gambe divaricate. Si avventa su di lei come una bestia affamata.
   Si stava avvicinando mezzogiorno. Hanno dovuto lasciare la stanza. Sentiva di aver raggiunto il suo obiettivo. Aveva fatto il suo dovere di uomo. Quando si erano scambiati messaggi su "Facebook", aveva promesso: "Ti accontenterò! Ti farò sentire donna!" E ci era riuscito.
    Eh, come ti sei sentita? Sei felice? Sono stato bravo? - chiese di nuovo.
Sei stato fantastico, vero uomo. Mai prima d'ora ho provato un tale piacere. - rispose lei e si voltò da lui. La baciò sugli occhi, sulla fronte, sulle guance, sul collo, sulle labbra.
   A Fiorella li è venuto subito in mente il marito. "Finalmente l'ho tradito. Se l'è meritato! Mi sono vendicata! Adesso puo vedere tranquillamente le schedine e i biglietti della lotteria con cui lascia più della metà del suo stipendio mensile e passa il tempo bevendo nel fine settimana con i suoi amici! Si deve ricordare che a casa c'è una donna, che lo aspetta e ha bisogno di lui! Non mi ero mai sentita donna con lui! Non mi aveva mai soddisfatto sessualmente nemmeno quando ero più giovane! Bastava una o due volte alla settimana, quando io bruciavo come un forno e lui pensava di aver fatto il suo dovere di uomo. - si disse e un sentimento di vendetta lo assalì, come viene assalita una foresta dalle fiamme nella stagione estiva.
   Lei si è sentita felice e liberata allo stesso tempo. Volente nolente, aveva buttato via la noia e la monotonia della sua vita, che ruotava dalla casa al lavoro e viceversa. Si sentiva come se fosse pieno di respiro. L'aria nella stanza sembrava più leggera, più gustosa, più fresca. La respirazione aveva acquisito un ritmo normale, il ritmo giusto. Anche il battito cardiaco. Il Sorriso la sua forma. I suoi occhi sentivano di aver riacquistato il loro splendore di una volta. Le sue membra erano leggere, piumate. Il corpo più in forma che mai. "E adesso? Sarà lo stesso o le cose cambieranno? Non mi sento in colpa. Non ricordo nemmeno quando è stata l'ultima volta. Quanti mesi sono passati? Cinque, sei o di più?"- disse fra sè, ma subito lo respinse suo marito dai suoi pensieri che gli venivano così all'improvviso. Non voleva pensare ad altro che al piacere. "Non sono né la prima e né l'ultima. Oh, quanti tradimenti accadono in questo mondo!"
   L'uomo che stava al suo fianco le insegnò che la vita non era finita, che la vita continuava e lei doveva coglierla in volo come un'aquila si avventa sulla sua preda, così lo ringraziò in silenzio per il sentiero sconosciuto che le aveva aperto in una camera d'albergo.
      Quando hanno lasciato l'hotel, si sono lasciati come due sconosciuti che si incontrano per caso e chiedono di un indirizzo che non conoscono. All'ultimo momento gli diede un leggero bacio. Un bacio del genere in tali circostanze non è mai superfluo. Si separarono per lasciare forse un altro incontro al caso. Sembrava calma. Nessuno li ha riconosciuti. Nessuno li ha notati. Non aveva bisogno di temere il peccato commesso. Il suo dolce sorriso la mise a suo agio ancora di più.